La festa del Redentore e una festa che unisce il sacro con il profano; cade nella terza domenica di luglio ed è la più amata dai veneziani.

La tradizione vuole che la storia inizi nel 1575, quando la città fu colpita dalla peste che fece circa 50.000 morti, tra i quali il celebre pittore Tiziano Vecellio  (all’epoca gli abitanti di Venezia erano circa 170.000).

Niente sembrava debellarla.

Il Doge Alvise Mocenigo allora, fece voto solenne che, se la peste avesse risparmiato la città, avrebbe fatto erigere uno splendido tempio dedicato al Cristo Redentore e che ogni anno avrebbe dovuto svolgersi una processione di ringraziamento che doveva arrivare fino al tempio, con in testa il Doge stesso seguito dal Patriarca e da tutta la Signoria.

Nel luglio del 1577 l’epidemia cessò.

Il voto fu sciolto dal doge Sebastiano Venier che diede l’incarico del progetto e della costruzione del tempio, nell’isola della Giudecca, all’architetto Andrea Palladio che fu assistito da Antonio da Ponte (che più tardi costruirà il ponte di Rialto).

Dopo che fu posta la prima pietra nella terza domenica di luglio del 1577, fu innalzata, provvisoriamente, una chiesetta in legno. Per mantenere fede alla promessa venne costruita una passerella, che poggiava su ben 80 galere e che partiva dalla riva di Piazza San Marco e arrivava alla Giudecca, davanti alla chiesa, sulla quale sfilarono in processione il doge, il Patriarca, tutta la Signoria e le varie confraternite, seguite dal popolo.

Il Tempio del Redentore venne consacrato nel 1592.

Da allora, ogni anno ebbe la sua passerella, oggi chiamata “ponte votivo”, lungo 334 metri che parte dalle Zattere e arriva alla Giudecca proprio di fronte al Tempio ed è allestito nei giorni che precedono la festa e smontato dal lunedì successivo.

La festa religiosa viene inaugurata il sabato con la benedizione del Patriarca sulle gradinate della Chiesa; dopo la benedizione viene “aperto” il ponte votivo

La festa popolare inizia il sabato mattina: gli abitanti della Giudecca preparano lunghe tavolate, sulla riva del Canale della Giudecca, pronte ad essere imbandite con piatti tipici della tradizione veneziana come i bigoli in salsa, le sardele in saor, pasta e fasioi, e l’ anara ripiena.

Alla sera, centinaia di imbarcazioni, tutte addobbate con palloncini colorati, arrivano nel Bacino di San Marco e nel canale della Giudecca per assistere, nella “notte famosissima”,  allo splendido spettacolo pirotecnico che inizia alle 23,30 e finisce dopo la mezzanotte.

Al termine dei “foghi” le barche si recano al Lido per assistere al sorgere dell’alba.

La domenica mattina, lungo il “ponte votivo” si avvia la processione preceduta dal Sindaco, dal Patriarca e dal loro seguito, per arrivare nel tempio dove si celebrerà la funzione religiosa. Fuori, sullo spiazzo davanti alla chiesa, continua la festa tra le bancarelle e la pesca che si tiene dentro al patronato della Chiesa del Redentore.

La grandiosa festa si conclude con la Regata del Redentore, sul canale della Giudecca.